Il Progetto Integrato
Il Regio Tratturo Pescasseroli-Candela
Il Progetto Rete dei Beni Culturali a servizio del Progetto Integrato (PI) Regio Tratturo è nato con l’intento di qualificare ulteriormente gli investimenti di promozione e valorizzazione dell’area entro cui trova affermazione, appunto, il “PI Regio Tratturo”. Quest’ultimo è identificato come Itinerario Culturale dell’area nord-est della Provincia di Avellino, ed assume il tracciato del Tratturo Regio - via della transumanza - come riferimento fisico (e di contorno) alla fruibilità delle risorse culturali ed ambientali di cui si pregia. L’aspetto geofisico e morfologico del territorio, unitamente alla millenaria cultura materiale che qui ha trovato espressione, costituisce un invidiabile valore per la Provincia e per l’intera Regione, che hanno promosso il Progetto Integrato per consolidare ed integrare l’offerta turistico-culturale delle zone interne, nel più ampio spazio fruitivo nazionale ed internazionale.
La gestione integrata e dinamica del territorio irpino è praticata altresì attraverso la costituita Rete dei Beni Culturali, completata dall’omologo PI denominato la Valle dell’Ofanto, posto in essere in Alta Irpinia, con importanti implicazioni di carattere sociale, economico e culturale.
Il PI Regio Tratturo, attuato in Provincia di Avellino, ha determinato la costruzione di un itinerario turistico-culturale che valorizza l’intreccio unico tra gli aspetti naturalistici, storici e archeologici del paesaggio irpino. In particolare, sono state create le condizioni per rendere efficaci azioni sinergiche e complementari tra le ricchezze culturali dell’ambito territoriale interessato dal percorso del Tratturo con la fitta rete di Parchi Naturali e Aree Protette presenti lungo la dorsale Appenninica, cui si rivolge il progetto Appennino Parco d’Europa.
Pertanto, il PI Regio Tratturo ha determinato l’avvio di una serie di attività territoriali connesse direttamente ed indirettamente alla valorizzazione delle relative risorse culturali. L’offerta culturale verte sostanzialmente sulla formazione e la conoscenza, quindi, si esplica con:
la realizzazione del Centro Europeo di Studi Normanni presso il Comune di Ariano Irpino, nel restaurato Castello;
la creazione di una scuola di restauro ed il laboratorio a Casalbore, nel Palazzo Zamparelli, che è stato oggetto di recupero e consolidamento strutturale;
l’allestimento di percorsi museali, di tematica prevalentemente archeologica, e di parchi archeologici, come quello dell’antica Aeclanum e di Aequum Tuticum.
Ulteriori attività attengono alla produzione e vendita di beni e servizi, come:
assistenza culturale o di ospitalità; editoria, con prodotti informativi di tipo cartaceo, audiovisivo, informatico;
servizi di accoglienza, intrattenimento, guida e assistenza didattica;
servizi di caffetteria e di ristorazione.
Le attività primarie sono sostenute da condizioni di contorno (attività indirette) che ne arricchiscono l’offerta, ove si realizza altresì:
la fornitura di servizi per settori diversificati, quali strutture ricettive (agriturismo, svago, ristorazione; agenzie di promozione, di viaggio);
la produzione di beni di consumo, specialmente agro-alimentari;
la trasformazione (artigianato, manifatturiera);
la commercializzazione di beni di consumo, durevoli, immobili.
La Rete dei Beni Culturali – Provincia di Avellino, oltre a rappresentare un contributo concreto a favore della fruizione integrata delle “qualità” irpine, si pone come strumento attivo a servizio dell’utente-fruitore che avrà scelto il piacere di un suggestivo “viaggio” in Irpinia.



