La cucina
Tra le tradizioni gastronomiche a Mirabella spiccano i “cicatielli col pulieio”, cavatelli fatti a mano conditi con passata di pomodoro e puleggio, erba appartenente alla famiglia della menta.
Montaguto può vantare i famosi “cicatielli al ragù” e i “paccunielli e minestra”, cioè pasta fresca in zuppa di verdura. Tra i prodotti tipici sono da segnalare sicuramente il miele, che proviene dai boschi montani, i biscotti e i taralli.
Di Savignano Irpino sono da ricordare, oltre le celebri orecchiette, le "P’zzell e Tan d’Cucozz” cioè un tipo di pasta di forma quadrata cucinata con la zucca, e lo spezzatino savignanese, ovvero carne d’agnello con verdure.
Ariano Irpino: piatti tipici locali
La tradizione culinaria arianese riflette, nelle sue ricette più antiche e tipiche, i suoi fortissimi legami con la cultura della transumanza, mescolando in maniera originale influenze irpine, molisane, abruzzesi, lucane e pugliesi. La posizione strategica della cittadina, nel corso dei secoli, ha permesso notevoli scambi culturali con esperienze gastronomiche diverse, alimentando la possibilità di un'offerta estremamente ricca di varianti e di originalità.
Tra i piatti più singolari e noti della cucina arianese troviamo: Pipìlli, patàne e salisìcchi; il Cardòne, piatto tipicamente natalizio preparato con il gambo del cardo bianco ed insaporito con brodo di pollo, pinoli, polpettine di carne e uova; le Scarciòffole (Carciofi) `mbuttìte con le fave; le Ciammaruchèlle, lumachine raccolte dopo le piogge messe a spurgare per alcuni giorni e poi cotte e condite con un sughetto piccante; i Cavaiuòli, ravioli ripieni di ricotta; la Cotica `mbuttìta, cotenna di maiale lessata e imbottita con un composto di prezzemolo, aglio, sale, pepe e formaggio. Tra i dolci ricordiamo le Zeppole, i Panzarotti e le `Ntriglie.
Prodotti tipici di Montecalvo Irpino
La cucina montecalvese gode della capacità di trarre il meglio dai prodotti della terra, garantendo genuinità e riportandoci in un mondo fatto di sensazioni, odori e sapori non ancora perduti.
Fiore all'occhiello della gastronomia è il pane di Montecalvo che ha avuto il riconoscimento ministeriale della tipicità produttiva e nella cui fragranza si ritrova il profumo intenso, il colore giallo, il gusto unico del grano, rendendolo eccellente testimone della tradizone contadina in varie parti del territorio nazionale. Nelle colline montecalvesi si coltivano diverse varietà di grano duro, tra cui l'antichissima varietà “Saraolla”, da cui si ottiene una farina di ottima qualità, prodotta ancora con la molinatura tradizionale utilizzata negli anni Cinquanta, che non altera le proprietà del cereale.
La levitazione dell'impasto viene fatta terminare in cesti di vimini e la cottura avviene esclusivamente in forni a legna. Da pochi ingredienti semplici e naturali come farina, acqua e lievito, nascono delle morbide “panelle” che si conservano per ben sette giorni; la loro principale caratteristica è infatti la durevolezza, necessaria per pastori e contadini costretti a stare per diversi giorni lontani da casa.
La gastronomia montecalvese vanta inoltre alcuni prodotti che stanno riscuotendo un crescente successo negli ultimi anni: l'olio extravergine di oliva ottenuto dalla spremitura delle olive della varietà Ravece, i salumi artigianali tipici della tradizione, i pomodorini di collina, le famose ciliegie di Corsano e il Turchinese, un antico vitigno autoctono protagonista di una viticoltura millenaria.
Un richiamo alla cultura pastorale della transumanza è la produzione del caciocavallo podolico e di un'ampia gamma di formaggi freschi e stagionati.



