Mirabella Eclano
Il comune di Mirabella Eclano sorge su di una dorsale collinare tra le valli dei fiumi Calore ed Ufita. La posizione è ottimale per le risorse che offre, il clima mite e la vicinanza ai corsi d'acqua, tanto che la frequentazione del territorio ha origini molto antiche ed è stata continua nonostante si sia concentrata in zone diverse nel corso dei secoli.
Mirabella sorge a 372 metri sul livello del mare e conta 8300 abitanti; l'attuale nucleo urbano dista da Avellino circa 32 Km e si situa laddove un tempo sorgeva Acquaputida, piccolo borgo medievale che doveva avere anche un castello di cui però oggi non resta traccia. Cambiò il nome in Mirabella già dal XIV secolo, ma l'appellativo Eclano fu aggiunto solo dal 1862 quale riconoscimento delle sue gloriose origini connesse all'antica Aeclanum, posta pochi km a nord est.
Ciò che fa di Mirabella un centro strategico a vocazione commerciale e turistica è il fatto che fin dall'antichità il suo territorio si è sempre trovato alla confluenza di vie di collegamento naturali, come gli antichi tratturi che attraversavano il Sannio e l'Irpinia e giungevano in Puglia. Un braccio del Regio Tratturo infatti, partendo dal territorio di Montecalvo Irpino, si inoltrava verso sud nella valle dell'Ufita e passando per Grottaminarda giungeva ad Aeclanum. Lungo questi percorsi naturali che attraversavano il territorio sono stati poi realizzati molti dei tracciati stradali voluti dai romani, tra cui l'importantissima via Appia che, divenuta in seguito Via Regia e infine Via Nazionale delle Puglie, sarà a lungo la maggiore via di comunicazione tra il versante tirrenico e quello adriatico, rimanendo fino ai giorni nostri un'arteria stradale fondamentale.
STORIA
Storia di Aeclanum e Quintodecimo
Le attestazioni più antiche di una frequentazione del territorio di Mirabella Eclano risalgono alla preistoria: tra gli anni '30 e `50 del secolo scorso in località Madonna delle Grazie venne alla luce una necropoli con tombe a grotticella scavate nel tufo riferibile alla cultura del Gaudo, tipica dell'Eneolitico e databile dunque al III millennio a.C.
Le origini di Aeclanum sono riconducibili almeno alla fine dell'età arcaica, VI-V secolo a.C., e sono testimoniate dalla presenza, poco a nord della futura città romana, di un santuario sannitico dedicato alla dea Mefite; in seguito il territorio fu attraversato dalla via Appia nel tratto che collegava Benevento a Venosa, costruito intorno al 190 a.C., ed Aeclanum divenne perciò un centro di notevole importanza. Da un passo dello storico romano Appiano abbiamo notizia che Aeclanum durante la guerra sociale si schierò contro Roma e per questo nell'89 a.C. fu distrutta dal dittatore Silla che ne incendiò le fortificazioni, che allora erano ancora in legno. Seguì a ciò la trasformazione in municipium con diritto di voto ascritto alla tribù Cornelia, ed una fase di ristrutturazione urbanistica che culminò con la realizzazione della cinta muraria in opera reticolata a protezione di un'area di circa 18 ettari. All'epoca dell'imperatore Adriano, nella prima metà del II secolo d.C., assunse lo stato di colonia con la denominazione di Aelia Augusta Aeclanesium e subì un'ulteriore risistemazione urbanistica e monumentale, quale oggi è possibile vedere da molte delle strutture visitabili nel parco archeologico.
Nel IV sec d.C. si ebbe la costruzione di una basilica paleocristiana e Aeclanum divenne sede di Diocesi almeno fino tutto il VI secolo d.C.; sappiamo infatti che uno dei suoi vescovi fu il famoso Giuliano, ricordato nei testi come grande avversario di Sant'Agostino. Nel VI secolo d.C. Aeclanum fu coinvolta più o meno direttamente nelle guerre greco-gotiche, che opposero i Goti ai Bizantini, e con l'arrivo dei Longobardi fu compresa nel Ducato di Benevento.
Nell'VIII secolo dell'antica città non rimaneva che un piccolo borgo di poche famiglie, chiamato Quintodecimo, ad indicare la distanza di quindici miglia lungo la Via Appia della località da Benevento. Il centro altomedievale invece riacquista rapidamente un ruolo essenziale nella gestione del territorio del ducato longobardo di Benevento diventando sede di gastaldato, almeno finché gli abitanti non decisero di trasferirsi alla fine dell'XI secolo, durante le interminabili contese tra papato e Normanni, in un luogo più sicuro a meno di due km a sud, nella località di Aquaputida.
Storia di Aquaputida e Mirabella Eclano
L'abitato di Aquaputida è documentato per la prima volta nel 1167; inizia a costituirsi già nel corso dell'XI secolo e deve il suo nome alla zona paludosa sita nelle vicinanze che ancora oggi, pur essendo stata bonificata, è denominata Padule, così come la pianura circostante ha assunto il toponimo di Pianopantano. Rispetto ad Aeclanum-Quintodecimo il nuovo centro abitato si sviluppò più a valle; nel punto più alto della collinetta su cui si ergeva l'abitato medievale vi era un castello la cui costruzione risulta terminata, secondo un'iscrizione trovata in loco, nel 1130. Esso viene nominato per la prima volta in un documento del 1230 in cui si legge che l'università di Luogosano è tenuta a contribuire alle spese di riparazione del “castello imperiale” di Aquaputida. I suoi ruderi erano visibili sino al 1771, quando furono abbattuti per far posto al mercato domenicale; il sito è infatti ancora oggi denominato “Largo Torretta” ed è sede di un belvedere.
A quel periodo dovrebbe risalire anche il primo impianto della Chiesa Madre che accolse le spoglie di San Prisco, da allora divenuto santo patrono della città.
In età angioina Aquaputida divenne Mirabella e fu feudo di diverse famiglie. Per lungo tempo fece parte del Principato Ultra; partecipò poi attivamente ai moti della Rivoluzione Napoletana del 1799 e a quelli liberali del 1820 per i quali molto nota è la figura del patriota eclanese Giuseppe Saverio Cappuccio. L'appellativo di Eclano fu aggiunto nel 1862 per volere di Vittorio Emanuele II, il quale 11 anni dopo concesse inoltre a Mirabella il titolo di “città” autorizzando l'adozione dello stemma che ne simboleggia la storia: su uno scudo azzurro coronato campeggia l'immagine dell'araba fenice che, volgendo lo sguardo verso il sole spendente, rinasce dalle fiamme di tre ruderi, che rappresentano Aeclanum, Quintodecimo e Aquaputida.
Note
- Altitudine
- 372 metri sul livello del mare
- Latitudine
- 41°2'45"24 N
- Longitudine
- 14°59'58"56 E
- Superficie
- 33,92 kmq
- CAP
- 83036
- Prefisso telefonico
- 0825
- Nome abitanti
- eclanesi
- Santo patrono
- Madonna del Latte
- Giorno festivo
- 2 febbraio
- Sito web istituzionale
- http://www.comune.mirabellaeclano.av.it/



