Chiesa di Santa Maria Maggiore
La chiesa di Santa Maria Maggiore, il cui impianto originario risale al XII secolo, ha subito nei secoli vari rifacimenti, causati dai numerosi eventi tellurici che hanno colpito il territorio. La chiesa attuale è quella ricostruita dopo il 1732, con alcuni ampliamenti risalenti al 1879. La facciata, in lastre di calcare, presenta un alto portico lapideo architravato e tre coppie di paraste laterali alternate a nicchie archivoltate, oggi vuote. L'interno è costituito da un'unica navata, lungo la quale si trovano le cappelle laterali, alcune decorate con pregevoli stucchi, altre con marmi policromi. Il transetto è delimitato nella parte centrale da quattro archi a tutto sesto decorati da cornici in stucco. Dal braccio destro del transetto si accede alla sacrestia e alla casa canonica, mentre dalla parte opposta è posto l'ingresso alla cappella del Santissimo Sacramento, ampliata nel 1962. L'abside ha forma semicircolare ed è coperta da una semicupola. Numerosi sono i tesori artistici conservati presso la chiesa: un altare in marmi policromi con bassorilievi del 1753; un Crocifisso ligneo romanico di scuola napoletana della metà del XII secolo; tre dipinti del Ricciardi raffiguranti la Madonna, San Prisco e la Vergine; un dipinto settecentesco del Tomajoli con un'Annunciazione; una statua in ottone e rame dorato di San Prisco cinquecentesca; un fonte battesimale monolitico di arte romanica del XII secolo, con le immagini degli evangelisti scolpite; otto ovali dipinti dal Tomajoli con gli evangelisti e altri santi. Nella chiesa è conservato inoltre un prezioso Exultet, denominato anche Rotolo di Quintodecimo, in scrittura beneventana con notazioni musicali e miniature policrome dei secoli X-XI.
Il fonte battesimale
Il fonte battesimale, insieme all'Exultet e al Crocifisso ligneo, costituisce la testimonianza evidente dell'origine romanica della Chiesa di Santa Maria Maggiore. Il fonte monolitico è alto 110 cm per un diametro di 95 cm ed è da collegare alla committenza locale; consiste in una vasca a coppa poggiante su una sorte di colonna, ricavata da un pesante cubo di pietra, ed ha sull'orlo quattro vigorosi rilievi con i simboli degli evangelisti, raffigurati secondo i canoni tradizionali dell'iconografia medievale. Il fonte presenta inoltre la traccia di un intervento di restauro, presumibilmente conseguente ad una frattura provocata dal violento urto del terremoto del 1732. La vasca sembrerebbe infatti essere stata restaurata con l'innesto di un pezzo di pietra “ritagliato” da una lapide di età romana, su cui peraltro è possibile ancora leggere qualche lettera.



