Montaguto
Il comune di Montaguto è compreso nel territorio della provincia di Avellino ma si trova al confine con la provincia di Foggia. Il paese più vicino, a soli 6 Km di distanza, è infatti Orsara di Puglia e la stessa città di Foggia dista 44 km, mentre Avellino è lontana circa 80 km, cosicché molti studenti montagutesi frequentano scuole pugliesi, mentre il territorio di Montaguto, ricco di boschi e sorgenti, è rinomata meta di vacanza tra i numerosi turisti provenienti dalla Puglia che cercano ristoro dalla calura estiva.
Montaguto sorge ad una quota di 730 metri sul livello del mare, su uno sperone roccioso ai piedi della cima detta La Montagna che domina la valle del Cervaro; per la sua posizione il clima può definirsi continentale e fortemente esposto ai venti.
Una delle caratteristiche più evidenti quando ci si inoltra nel territorio montagutese è sicuramente la grande presenza di corsi d'acqua, sorgenti e quindi fontane, talvolta dotate di lavatoi, che si trovano numerose nel paese, ma che si incontrano già lungo il percorso stradale della provinciale 26. Questa strada, costruita nella seconda metà del XIX secolo, conduce dalla Statale 90 delle Puglie al piccolo centro abitato, inerpicandosi attraverso un bellissimo bosco di querce.
Sul territorio, che copre una superficie di 18,25 Kmq, si contano oggi meno di 600 residenti. Proprio la particolarità geografica di Montaguto, che ne ha provocato un certo isolamento territoriale insieme alla bassa immigrazione, ha reso però il patrimonio genetico di questa comunità più omogeneo che altrove, tanto da condurre nel 1993 i ricercatori del Biogem - Istituto di Biotecnologia e Genetica Molecolare del Mezzogiorno -a coinvolgerla in un progetto di mappatura genetica al fine di individuare combinazioni genetiche responsabili di malattie diffuse.
STORIA
Storia dalle origini al XVII secoloLa specifica posizione geografica di Montaguto sembra rispecchiarsinel toponimo ricollegabile, secondo la tesi più accreditata, allo sperone alto e roccioso su cui sorge il paese. Piuttosto scarse eranosinora le attestazioni di una frequentazione del territorio in epoche molto antiche; durante recenti indagini archeologiche per larealizzazione di un parco eolico sono emerse però novità interessanti in località Montagna Spaccata. In questa zona è stato infatti messo inluce un insediamento sannitico, con almeno 12 ambienti di forma rettangolare o quadrangolare, formati da muri di cui restano solo i livelli di fondazione. In base ai reperti trovati il sito potrebbe essere ricondotto ad un'area sacra attiva tra IV e III secolo a.C.
Ciò che invece sappiamo con certezza è che almeno intorno all'anno Mille esistevano due nuclei abitativi originari, identificabili l'uno laddove sorge l'attuale paese, l'altro a valle nel casale di Sanbuceto. Non molto tempo dopo però, in periodi di grande instabilità economica, politica e sociale, il casale di Sanbuceto, come accade anche ai casali circostanti, si spopola; si assiste così al trasferimento dei pochi abitanti rimasti nel paese fortificato di Montaguto. Nel XIII secolo il paese conosce un discreto incremento demografico anche per l'arrivo di comunità di Valdesi che dalla Provenza si stabiliscono nei territori interni, al confine tra Campania e Puglia.
Fino al Cinquecento Montaguto segue le sorti della baronia di Flumeri, prima sotto la dominazione angioina e poi nelle interminabili guerre tra Angioini e Aragonesi. Nel secolo successivo troviamo il paese inmano a diversi feudatari, ma a causa di guerre, pestilenze e terremoti, il centro abitato si riduce a meno di 3 nuclei familiari.
Storia dal 1700 ad oggi
Nel Settecento, con la famiglia dei Pinto y Mendoza inizia la ricostruzione di Montaguto, ridotto durante il secolo precedente a poche rovine e quasi del tutto abbandonato. Il principe Luigi Pinto dà un nuovo assetto al paese, fa costruire il palazzo ducale, la chiesa e ripopola il feudo con famiglie provenienti dai territori vicini. Dopo la breve parentesi della Repubblica Partenopea, Montaguto viene a far parte, sotto il regno di Giuseppe Bonaparte, della provincia di Capitanata che includeva i territori intorno Foggia, per poi essere riannessa nel 1861 al Principato Ulteriore. Il fenomeno del brigantaggio tanto diffuso nell’Italia meridionale del XIX secolo si manifesta anche in questi territori, in particolare nei pressi dello stretto passaggio del Vallo di Bovino; molte sono le testimonianze di agguati a viaggiatori vittime di rapine e di interventi delle autorità locali che cercavano di arginare un problema che aveva radici e motivazioni molto profonde.
Il Novecento dapprima con le sue guerre e il fenomeno dell’emigrazione, poi con i recenti terremoti del 1962 e 1980, ha visto anche a Montaguto lo spopolamento delle campagne e un sensibile calo demografico. Oggi le opportunità di sviluppo economico–occupazionale sembrano indirizzarsi su una rivalutazione delle caratteristiche proprie del territorio, inteso sia come meta turistica per le sue bellezze naturalistiche e storico-artistiche, sia come area ideale per l'applicazione della tecnologia basata sull'energia eolica, sfruttando le particolari condizioni climatiche della zona, perennemente battuta dai venti.
Note
- Altitudine
- 730 metri sul livello del mare
- Latitudine
- 41°14'58"92 N
- Longitudine
- 15°14'57"48 E
- Superficie
- 18,21 kmq
- CAP
- 83030
- Prefisso telefonico
- 0825
- Nome abitanti
- montagutesi
- Santo patrono
- San Crescenzo
- Giorno festivo
- 13 Agosto
- Sito web istituzionale
- http://www.comune.montaguto.av.it/



