Il Risorgimento
Il '48 in Irpinia
Nel gennaio del 1848, in seguito a una grave crisi internazionale, i Borboni avevano concesso la Costituzione, innestando una serie di reazioni diverse tra le varie classi sociali. Nella provincia irpina di Principato Ultra, a parte un'esigua minoranza, la borghesia appariva ancora fortemente legata a vecchi poteri dinastici. Così, ad eccezione di qualche comune, come Savignano o Greci dove si hanno testimonianze di lotte sociali e politiche, nella gran parte dei casi sembrerebbero essersi sviluppate esclusivamente lotte per la terra e un generale disinteresse rispetto agli eventi contemporanei. Al contrario, nella provincia vi era una presenza piuttosto consistente di liberali, che avevano colto nella concessione della Costituzione una possibilità importante per consistenti trasformazioni socio-politiche.
Dal punto di vista socio-economico, la provincia irpina era stata comunque fra quelle che in tutto il Regno delle Due Sicilie avevano avuto un maggiore incremento del reddito nel settore agricolo, effetto principalmente delle riforme sociali e istituzionali introdotte durante il Decennio di occupazione francese. Nei primi anni dell'Ottocento, il paesaggio agrario della provincia si presentava, tuttavia, con le medesime caratteristiche assunte alla fine del Settecento, caratterizzato principalmente dalla produzione cerealicola e dall'allevamento ovino, e la struttura sociale dominate appariva ancora la piccola e media proprietà contadina. In questo contesto, era piuttosto difficile realizzare una crescita economica, che di fatto conservava una produttività bassa e destinata principalmente all'autoconsumo. La conseguenza di tali squilibri socio-economici aveva condotto ad una serie di lotte già agli inizi del 1848, che sembrerebbero aver coinvolto molti comuni della provincia. Tuttavia, il tentativo più organico di legare lotte politiche e lotte sociali contro la ex proprietà feudale e contro la monarchia si era avuto nei comuni di Savignano e Greci, dove la borghesia locale aveva trovato nell'arciprete Leone una vera guida politica.



